Campagna Uaar "Aborto farmacologico. Una conquista da difendere"

https://www.facebook.com/UAAR.it/videos/vb.95169492091/1102087243620478/

Per ricordarvi la diretta di domani https://bit.ly/3uYaH98 abbiamo realizzato una simpatica rassegna dei nostri manifesti vandalizzati. Il modus operandi è sempre lo stesso: l'accanimento patetico nel cancellare i riferimenti della campagna "Aborto farmacologico. Una conquista da difendere" (https://www.uaar.it/ru486) e la volontà di criminalizzare le donne.
Continueremo con determinazione a difendere diritti e autodeterminazione. Per diffondere la campagna contiamo sul vostro supporto: https://www.uaar.it/sostegno/

Aborto farmacologico

 

Da "La Repubblica"

Alice Merlo ha 27 anni, vive a Genova, lavora in politica ed è da qualche giorno il volto della campagna nazionale a difesa dell’aborto farmacologico promossa dall'Uaar, l’unione degli atei e degli agnostici razionalisti. Una testimonial non per caso ma in carne, ossa, nome, corpo. “Chiamata al ruolo” - spiega - da un’interruzione di gravidanza scelta lo scorso anno, praticata con la Ru486, la pillola abortiva, “felicemente condivisa” con genitori, familiari, amici.

Tutta la nostra solidarietà ad Alice Merlo, testimonial per l'UAAR Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.

Convocazione Riunione Annuale

RIUNIONE ANNUALE DEL CIRCOLO UAAR DI MILANO

Giovedì 28 Gennaio 2021, ore 21:00

Caro socio/a,

Ti invitiamo a partecipare alla riunione annuale per il rinnovo delle cariche sociali (coordinatore, vice coordinatore e cassiere più altri eventuali soci a discrezione dell’assemblea di circolo) che si terrà :

                     Giovedì 28 Gennaio 2021, alle ore 21:00

Se vuoi candidarti ad una delle cariche rispondi subito a questo invito!

Utilizzeremo la piattaforma Google Meet come da indicazioni di DiscUaar per la riunione.

Usando il PC basterà cliccare sul link senza registrazione, bisogna usare un Browser compatibile con HTML5 (cioè Firefox, Chrome, Edge). Non Funziona su Internet Explorer.

Con i dispositivi mobili (cellulare e tablet) è sufficiente scaricare l'app ”Google Hangout Meet“ e cliccare sul link.

Il link verrà comunicato poco prima, a tutti i soci interessati che risponderanno a questa lettera/mail ea chi si è iscritto al canale broadcast.

 

All'assemblea hanno diritto di voto e di essere eletti alle cariche del circolo solo i soci che hanno rinnovato l'iscrizione per il 2021 e i soci iscritti nel libro degli associati da almeno tre mesi. Ti ricordiamo che il modo più semplice per rinnovare l'iscrizione è di andare nel sito nazionale:

http://www.uaar.it/adesione

In caso di più candidati utilizzeremo la votazione telematica tramite disc.uaar.it

Speriamo che tu voglia partecipare alla riunione, non solo per l'importante occasione che avresti di contribuire all'organizzazione del nostro lavoro, ma anche per ascoltare il bilancio delle attività svolte nel 2020, i progetti di quest'anno e per proporre nuove idee.

Se non fai già parte dei soci attivi, speriamo che questa sia anche l'occasione per conoscerci, per farti un'idea delle attività che svolgiamo, e che questo ti invogli ad un contributo produttivo di idee e impegni.

Cordiali saluti.

Marco Loato - Coordinatore del circolo UAAR Milano

www.uaar.it/milanomilano@uaar.it – cell.: 3713284193

Gli interessati agli eventi Uaar Milano possono memorizzare il numero di telefono del Circolo 3713284193 e inviare un sms a tale numero con “sì Uaar Milano Nome Cognome ” per accedere al servizio broadcast gratuito. I numeri di telefono dei soci sono trattati, come tutte le altre informazioni fornite, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria sulla privacy.

Bertrando Spaventa - Epistolario (1847-1883)

Bertrando Spaventa          Epistolario (1847-1883)

A cura di Marco Diamanti,Marcello Mustè e Maria Rascaglia

 

Bertrando Spaventa (1817-1883) fu un filosofo e patriota antiborbonico, esiliato a Torino per dieci anni. Era un ex prete, vittima da adolescente di una vocazione forzata dai familiari per biechi motivi economici, passato poi all'ateismo e all'anticlericalismo, insomma una specie di Odifreddi dell' 800: “Quegli che mi ci costrinse non credeva a niente, ed è morto qualche anno fa con tutti i conforti della religione cattolica. Io neanche ci credeva e non ci credo e spero di morire senza questi conforti. Come dunque due miscredenti si unirono a formare un prete?”. Il suo ateismo aveva anche taluni spunti di satira antireligiosa, per esempio a proposito di un grossolano caso di abuso della credulità popolare avvenuto a Pugliano in provincia di Salerno, ove una festa mariana sarebbe stata avviata addirittura da San Pietro in persona! Spaventa scrive che il: “Principe degli Apostoli, il quale come si sa, checché ne dica in contrario lo scettico beffardo, venne apposta a Pugliano da Napoli in treno”.

I clericali tramarono due volte per ucciderlo:

  • nel 1854 a Torino “una breve memoria sulla filosofia pratica Bruno, fu uno scandalo; per poco certi inquisitori non mi bruciarono vivo”.

    Nel 1855 riafferma tale concetto : coloro i quali tentano di divulgare in Italia la filosofia di Bruno, Hegel e altri pensatori eretici “Non dico già che sono messi in prigione, torturati e bruciati vivi, ma ci è prevenzione e persecuzione”

  • il 17 marzo 1862 a Napoli, il tentato omicidio andò a vuoto solo grazie alla protezione dei suoi studenti e alla rapida fuga all'ultimo piano del palazzo universitario che era “una specie di labirinto, e questo ci salvò”.

    A Spaventa fu riferito “che c'era stato un non so che tra certi preti e pochi studenti in una chiesa vicina; che i preti avevano aizzato certi lazzari e certe femmine contro gli studenti...siamo assaliti dai lazzari, gridano, hanno revolvers, stili, asce...capivamo che chi correva maggior pericolo ero io”. I fanatici assalitori “feriscono un giovane che, ignaro di tutto, usciva dalla biblioteca; bastonarono solennemente un giovane che s'era appiattito dentro la mia cattedra sotto la sedia”. Dalla lettera si evince che lo Spaventa ne attribuì la colpa a un non ben determinato sacerdote: “quel predicatore di Sanseverino aizzava la plebe contro gli studenti, i professori, l'Università. Mi dicono che la polizia sapesse qualche cosa, e se lo sapeva perché non pigliare qualche misura? Dire: i professori e gli studenti d'una Università sono assaliti da camorristi, dai lazzaroni e dalle puttane coi revolvers, gli stocchi e cogli spiedi – è quel che si può dire di più orrendo per un paese e per un governo...Si dice: i preti, i pretacci, hanno aizzato il popolo ignorante. Ciò è vero, la colpa è dei preti, non del popolo...gli aizzatori sono stati altri preti e non preti”.

    L'intervento della forza pubblica fu tardivo ma comunque “parecchi lazzari e camorristi furono presi” e tali tentati omicidi di professori non si ripeterono mai più. Questi misfatti ricordano quelli di Barletta del 1866 in cui fanatici cattolici aizzati dal clero locale uccisero quattro inermi evangelici, anche in questo caso la forza pubblica intervenne con ritardo sospetto facendo molti arresti cui seguirono processi e condanne (1).

Le continue ingerenze clericali nel mondo universitario sono segnalate in una sua lettera del 1859, quando per un breve periodo insegnò all'Università di Modena: “Questa mattina ho recitato il discorso di apertura dell'Università in Chiesa, con funzione solenne, dopo la santa messa.” In un'altra lettera del 1861 veniamo a sapere che il “presidente dell'Università degli studi e della pubblica istruzione a Napoli” era ai tempi dei Borboni un arcivescovo e che era eletto dal re, ovviamente su indicazione della diocesi, e non dai professori.

Il testo segnala che nel 1862 il vicebibliotecario dell'Università di Napoli era un prete integralista che eccitava gli studenti dicendogli: “gridate, figliuoli contro questi panteisti e questi atei che hanno messo nell'Università”.

L'abuso della credulità popolare è segnalato in una lettera del 1862, inquadrando tali presunti miracoli in oscure manovre politiche clerico-borboniche antiunitarie: “Anche le madonne-le centomila madonne dei contorni di Napoli-si sono scosse dal loro torpore, e cominciano a far miracoli: una ha impallidito, un'altra ha chiusi gli occhi, un'altra li ha aperti. Si aspetta il gran miracolo di Santa Brigida”.

Spaventa, in una lettera del 1868, si scatena in violenti attacchi contro Pio IX: “abbiamo in casa, come cosa o persona nostra il nostro più gran nemico, il nemico dello spirito libero, l'autorità spirituale infallibile (Papa Pio)”. Le resistenze clericali contro l'insegnamento della filosofia tedesca in Italia sono segnalate in questa lettera con toni antipapali molto spinti, quasi osceni: “Si teme in Italia, dove ha sede antica un'autorità spirituale riconosciuta infallibile, si teme come corruttrice del cuore la filosofia tedesca! E' un po' la paura della puttana di perdere la sua verginità”.

Il testo è corredato da Indice dei Nomi e precise note bibliografiche. In copertina ritratto a olio dell'illustre professore, conservato nel Museo di San Martino a Napoli, dipinto da Teofilo Patini (1840-1906).

 

(1) Renato Russo, L'eccidio degli evangelici di Barletta, Editrice Rotas, Barletta, 2017

 

Pierino Marazzani

Ignoranza e Aborto

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "LA VERA MELA AVVELENATA È L'IGNORANZA d IGPDecaux PRENDERESTI MAI DEL VELENO? STOP ALLA PILLOLA ABORTIVA RU486: mette rischio la salute la vita della donna uccide figlio nel grembo. #dallapartedelledonne +A+ PEAMYITA mpk BA40010600 UA AR Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti"

Oggi, 7 dicembre 2020, un vergognoso manifesto pubblicitario campeggia a Milano in via Vigoni angolo via Mercalli.

Raffigura una donna inerme, sdraiata, con gli occhi chiusi, in mano una mela, nella più tipica rappresentazione di Biancaneve, e il testo "Stop alla pillola abortiva RU486: mette a rischio la salute e la vita della donna e uccide il figlio nel grembo".

Come Circolo UAAR di Milano, affidiamo la risposta al manifesto, e alle dichiarazioni che ne sono seguite, alla nostra socia Titti De Simone, infermiera.

E’ datata 1997 la Convenzione per la protezione dei Diritti dell’Uomo e della dignità dell’essere umano nei confronti dell’applicazione della biologia e della medicina

Questo documento, recepito dall’Italia nel 1999, consacra il diritto all’autodeterminazione delle persone in merito alla loro salute ed apre la discussione in tutti gli stati che aderiscono a temi relativi alla bioetica, al consenso informato, alla privacy.

Il mondo sanitario italiano recepisce la normativa solo formalmente, resta intonsa la prospettiva paternalistica ed onnipotente della categoria medica e l’intollerabile ingerenza della Chiesa nelle scelte relativa alla salute di tutti i Cittadini, cattolici e non.

Come donna, cittadina ed attivista atea iscritta all’UAAR mi schiero in maniera decisa CONTRO le dichiarazioni di Toni Brandi, presidente dell’associazione Pro Life e Famiglia.

Egli afferma che: “assumere la pillola Ru486 è dolorosissimo, che il 56% delle donne espelle il feto da sola, in bagno, nella propria mano”.

Ma tutto ciò accade non a causa del farmaco:

Accade perché gli ospedali sono pieni di medici e sanitari obiettori.

Accade perché alla donna è negata l’assistenza di base, il controllo del dolore e la possibilità di ricevere cure adeguate alle proprie condizioni.

Accade perché nonostante decenni di lotte  abortire è ancora una colpa e alla donna viene fatta scontare la pena di ciò che osa fare: autodeterminarsi.

Accade perché nonostante il diritto all’aborto sia sancito in una legge, questa non viene rispettata perché la Chiesa ritiene che sia peccato.

Accade perché in Italia non si è ben compreso il messaggio della Convenzione, nonostante risalga allo scorso millennio.

Accade perché in Italia la Chiesa detiene il potere in molti ospedali pubblici ed ai cittadini è negato il diritto all’autodeterminazione, in molte delle fasi della propria vita, prime tra tutte nascita e morte.

Siamo qui a dire forte e chiaro che non ci stiamo a questa cultura della colpa, del dolore, della violenza.

A fianco delle donne, per la libertà, l’autoderminazione, la laicità.

Titti De Simone

e il Circolo Uaar di MIlano

Camillo Berneri Epistolario inedito (volume secondo)

Archivio Famiglia Berneri, Pistoia, 1984, pagine 368.

 

Il professor Camillo Berneri (1897-1937), filosofo scrittore e anarchico, figlio del segretario comunale di Corteno (BS) Stefano C. Berneri, ebbe il nome Camillo in onore del già famoso rettore dell'Università di Pavia, professor Camillo Golgi, futuro premio Nobel 1906, nato appunto a Corteno e morto nel 1926 rifiutando i sacramenti.

Egli discendeva da un piccolo gruppo di agnostici che vivevano in questo piccolo borgo montano, posto ai confini della provincia di Sondrio, dove nel 1620 era avvenuto uno spietato massacro di acattolici, passato alla storia col nome di “sacro macello”. Di tale piccolo gruppo restano ad eloquente testimonianza per i posteri le otto tombe con cognome Berneri, prive di croce, poste nel locale cimitero.

Di idee atee e antifasciste affini a quelle di Berneri fu il professor Pietro Chiodi (1915-1970), nato e sepolto a Corteno, filosofo e partigiano, autore anche di studi su Giordano Bruno.

Il filosofo nolano è citato anche da Berneri in questo libro: una sua lettera del giugno 1930 scritta dal carcere francese di Forest riporta la frase - “Essere in tristitia hilaris, come diceva Bruno”. Inoltre nel 1934 scrive alla figlia Maria Luisa dal carcere di Fresnes: “Non ho un sistema teologico, ma delle idee che si avvicinano al panteismo...la Natura Naturans di Bruno...ateismo di Dio...negherà Dio, quello delle religioni tradizionaliste”.

 

La sua critica tenace al clericalismo emerge in alcune sue lettere:

  • fin dalla sua Tesi di laurea del 1922 contrastò la campagna dei clericali piemontesi per una presunta libertà della scuola

  • in una lettera del 1929 afferma che “dai preti c'è da aspettarsi anche la diffamazione”

  • nel 1934 enumera tra gli “Argomenti sui quali insistere” le note rivendicazioni laiciste su aborto, divorzio ecc.

  • nel 1934 ipotizza di inviare ad una pubblicazione antireligiosa ben 15 opuscoli laicisti tra cui “L'orgia mistica”, il piccante “Le amanti di Gesù”, “La croce e il cannone”, “La crudeltà cristiana” ecc.

  • afferma ironicamente la positività dell'ateismo: “Non solo si può essere felici senza religione, ma vi sono molte possibilità di esserlo, se non si sente il bisogno di credere. Dio che è ateo è molto felice”

     

Il libro riporta anche tre documenti pervasi da tendenze anticlericali:

  • in una lettera del 1936 speditagli da un emigrato antifascista italiano negli USA si afferma che “il papato e il capitalismo sono sempre stati assieme ed hanno sempre cospirato contro di noi”

  • in due documenti del 1936 e 1937 sono segnalati dei conventi requisiti per le necessità della lotta antifascista a Barcellona e Valencia

Berneri fu anche un acuto antirazzista e i suoi scritti su tale argomento furono lodati a livello internazionale, ad esempio l'avvocato parigino Antonio Coen così li commentò: “l'acuità dello studio mi colpì immediatamente e vidi con gioia che il metodo analitico ne costituisce la base”.

Il testo riporta anche una lettera di lodi dalla Svezia, il paese dei Nobel,

datata 8 febbraio 1937 “Salve, compagno Berneri, e viva la lotta per la rivoluzione sociale!” a cura di Margit Manus (1909-1971), politica impegnata nel movimento anarchico locale.

 

Pierino Marazzani

Aggiornamento

Aggiornamento

A causa delle nuovissime direttive lombarde, la presentazione del libro:

Le religioni sono vie di pace. FALSO” Laterza editore,  con la presentazione del Prof. Atzeni e Pierino Marazzani, si svolgerà solo online GIOVEDI' 22 Ottobre dalle ore 20:30

 

Il link sarà visibile sui nostri canali social (facebook, whatsapp, instagram).

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